Ho capito con gli anni non solo che se lavori con gioia è come se non lavorassi, come qualche proverbio orientale afferma, ma che quello che fai con passione, consapevolezza e sicurezza diventa una calamita Ormai siamo circondati da immagini, e spesso ignoriamo cosa veramente può attirare la nostra attenzione in una fotografia, un dipinto, un disegno, una qualsiasi opera d’arte visiva. Compriamo nei grandi store per riempire le pareti delle nostre case, cercando di abbellirle: qualcuno lo fa con un gusto proprio ben definito, qualcuno spinto dalle mode del momento, qualcuno tanto per non tralasciare spazi in appartamenti organizzati alla meglio dal punto di vista estetico.
A volte capitiamo in mercatini in un viaggio all’estero, in esposizioni temporary nelle vie del centro, nello scroll di Instagram e ci facciamo prendere dallo shopping compulsivo, dimenticando poi in un angolo del salone una stampa acquistata da questo o quell’artista, tanto per riportarci un souvenir, senza dare troppa importanza a ciò che per l’autore è una testimonianza di un determinato momento di vita.
Spesso ci imbattiamo in gallerie snob, dove fa paura perfino solo avvicinarsi a un’opera esposta.
Io credo nella fotografia da arredo: caspita è proprio questo ciò che mi serve davanti al mio letto, è questo paesaggio, scattato in questo modo di fronte al quale vorrei fare colazione tutti i giorni, questa foto allieta la mia permanenza in questo o quell’ambiente.
Sono Mirta Lispi, fotografa ritrattista dal 1999. Dopo tanti anni lavorativamente vissuti nel mondo dello spettacolo, ho sentito il bisogno di riprendere altri soggetti, in altre situazioni, accompagnando la mia passione fotografica all’amore per una certa natura, all’osservazione di forme e colori che hanno ispirato un modo diverso per me di creare immagine.
Apprezzerei molto la vostra partecipazione, passivamente attiva, guardando i miei lavori, invece che la rassegnata indifferenza alla necessità di riempire un vuoto fisico ma anche emotivo.