Dall’osservazione del dettaglio parte la ricerca sulle orchidee, fiori abituali del mio spazio vitale, che, oltre ad essere chiaro simbolo di femminilità, diventano nell’immaginario, magari di un bambino, grazie alla lente macro, dei piccoli mostriciattoli, con bocche e occhi da alieno, estremizzati nella color digitale dai contrasti pop.
Guardare un fiore con l’idea di trasformarlo in una creatura surreale, fa dello spettatore il soggetto attivo, che si immerge nella luce naturale di stampe di piccole dimensioni, da esporre su vasi astratti appesi sulle pareti.